Infuria la guerra nel Medio Oriente in balia di bande criminali

 

Con e contro l’Isis: la galassia dei gruppi sunniti in Iraq

 

—  Chiara Cruciati, 25.8.2014 “Il Manifesto”

Iraq. Baathisti,ex generali di Saddam, milizie tribali, salafiti: dove operano le organizzazioni nate dopo l'invasione Usa del 2003 e che rapporti hanno con Al Baghdadi

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Miliziani sunniti in Iraq

 © Reuters

 

Una galas­sia com­plessa quella dei gruppi armati sun­niti ira­cheni, nata e radi­ca­tasi dopo il 2003, anno di ini­zio dell’invasione sta­tu­ni­tense dell’Iraq come prin­ci­pale forma di resi­stenza all’occupazione Usa e al nuovo governo sciita. Con la presa di Mosul, il 10 giu­gno scorso, e l’inizio della bru­tale inva­sione dell’Isil, i gruppi armati sun­niti sono stati costretti a rimo­del­lare stra­te­gie e obiet­tivi. E alleanze: «Prima della caduta di Mosul la gran parte dei gruppi sun­niti armati col­la­bo­ra­vano indi­ret­ta­mente con l’Isil, seguendo il prin­ci­pio per cui ‘il nemico del mio nemico è mio amico’ – spiega al mani­fe­sto il gior­na­li­sta ira­cheno Salah Al Nasrawi – L’obiettivo era comune: la lotta con­tro il governo sciita. Un grave errore di cal­colo, da parte di baa­thi­sti, tribù e sala­fiti: l’Isis li ha da subito mar­gi­na­liz­zati per poter archi­viare il pro­prio obiet­tivo, la crea­zione di uno Stato Isla­mico a cavallo tra Siria e Iraq».

Que­sti i prin­ci­pali gruppi sun­niti attivi ira­cheni, oltre all’Isil e ai bracci armati delle tribù sun­nite, spesso divise tra appog­gio al governo cen­trale e soste­gno all’avanzata jihadista.

Eser­cito dei Muja­hi­deen. Orga­niz­za­zione nata alla fine del 2004 e for­mata esclu­si­va­mente da sun­niti ira­cheni, è uno dei tre più grandi gruppi armati del paese. Ha com­piuto nume­rose azioni con­tro l’occupazione sta­tu­ni­tense e altri eser­citi occi­den­tali a par­tire dal 2005 a fianco di altri gruppi armati (Eser­cito Isla­mico e Ansar al-Islam). A causa di pre­ce­denti screzi con le mili­zie di Al Qaeda, i muja­hi­deen non sono mai finiti uffi­cial­mente sotto l’ombrello dell’Isis. Dif­fi­cile iden­ti­fi­care i finan­zia­tori del gruppo, che negli ultimi mesi si è armato gra­zie al sac­cheg­gio dei depo­siti mili­tari abban­do­nati dall’esercito ira­cheno. L’Esercito dei Muja­hi­deen opera per lo più intorno alla capi­tale e nella pro­vin­cia sun­nita di Anbar (Ramadi e Fallujah).

Ordine Naq­sh­bandi. For­mato da baa­thi­sti e vicino al sufi­smo, è gui­dato dal vice di Sad­dam Hus­sein, Izzat Ibra­him al-Douri. Il gruppo è attivo dal 2003 ed è oggi pre­sente per lo più nelle pro­vince di Diyala, Salah-a-din e Ninawa. Non ha mai accet­tato di par­te­ci­pare al pro­cesso poli­tico interno per­ché non rico­no­sce la legit­ti­mità del governo sciita. I suoi soste­ni­tori abbrac­ciano un’ideologia mista, tra isla­mi­smo e nazio­na­li­smo panarabo.

Eser­cito Isla­mico. Nato nel 2003 subito dopo l’invasione Usa, è for­mato da ex gene­rali baa­thi­sti allon­ta­na­tisi dal par­tito di Sad­dam dopo aver accu­sato i fede­lis­simi di errori stra­te­gici durante gli anni dell’occupazione sta­tu­ni­tense (pochis­simi i mem­bri non ira­cheni). Par­ti­co­lar­mente attivi nel corso dell’ultimo anno, hanno com­piuto atten­tati soprat­tutto con­tro la comu­nità sciita. Sono pre­senti intorno a Bagh­dad e nella pro­vin­cia di Anbar. La loro richie­sta poli­tica è chiara e lon­tana dagli obiet­tivi dell’Isis: uno Stato con­fe­de­rale sotto un’unica ban­diera. Già negli anni pre­ce­denti, quando a det­tare legge in Iraq era Al Qaeda, l’Esercito Isla­mico ha sem­pre com­bat­tuto con­tro le mili­zie qaediste.

Ansar al-Islam. Gruppo nato già nel 2001 nel Kur­di­stan ira­cheno, punta alla crea­zione di uno Stato isla­mico sala­fita. Molto vicino ad Al Qaeda negli anni dell’occupazione Usa, ha garan­tito pro­te­zione a molti dei suoi mili­ziani. Più dif­fi­cili i rap­porti con l’Isil, che lo ha in parte mar­gi­na­liz­zato: se prima del 2008 Ansar al-Islam era attivo in quasi tutto il ter­ri­to­rio ira­cheno, oggi si con­cen­tra a nord, tra Anbar, Diyala e Salah-a-din. Il gruppo, finan­ziato dagli ira­cheni all’estero e da ex baa­thi­sti, è respon­sa­bile di attac­chi con­tro eser­cito e poli­zia iracheni.

Con­si­glio Gene­rale Mili­tare dei Rivo­lu­zio­nari. Corpo che rac­co­glie le mili­zie delle varie tribù locali sun­nite ed ex gene­rali dell’esercito, è nato all’inizio del 2014 come rispo­sta alla repres­sione da parte del governo di Bagh­dad delle pro­te­ste della comu­nità sun­nita nella pro­vin­cia di Anbar. Il Con­si­glio ha otte­nuto il soste­gno sia dell’Ordine Naq­sh­bandi che dell’Esercito Isla­mico e ha più volte negato di avere alcuna con­nes­sione con l’Isil. È pre­sente nelle pro­vince sun­nite di Anbar, Diyala e Salah-a-din e nelle città di Bagh­dad, Mosul e Abu Ghraib.

Con­si­gli del Risve­glio. Gruppo nato all’interno delle tribù sun­nite dopo l’invasione ame­ri­cana dell’Iraq, ha ope­rato nei primi anni per argi­nare l’avanzata di Al Qaeda nel paese, tanto da essere inte­grato dal governo cen­trale all’interno delle forze di sicu­rezza ira­chene. Il com­pito dei Con­si­gli era garan­tire la sicu­rezza nelle aree sun­nite. Con la salita al potere di Maliki, i rap­porti con il potere cen­trale si sono spez­zati e il gruppo ha ade­rito alle pro­te­ste sun­nite nel 2012 e nel 2013. Con l’avanzata dell’Isis ha ripreso le armi con­tro i jiha­di­sti. Attivo nella pro­vin­cia di Anbar e nei quar­tieri sun­niti di Baghdad.